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Giovedì, 31 Luglio 2014 NEWS
  
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Industria: Prometeia, segnali di risveglio ma senza slancio

Nei primi cinque mesi dell'anno la ripresa dell'industria manifatturiera italiana sembra essersi arrestata, con gli indici di produzione e fatturato che hanno presentato una evoluzione altalenante e nel complesso deludente rispetto alle attese prevalenti a fine 2013. Si è tuttavia confermata la forza competitiva dei prodotti italiani sui mercati internazionali e sono emersi i primi segnali positivi sul fronte del mercato interno. E' quanto emerge dal rapporto "Analisi dei settori industriali-Luglio 2014" a cura di Intesa Sanpaolo e Prometeia. L'Italia risulta comunque prima per crescita dell'export tra i principali esportatori mondiali: il sostegno del canale estero, sottolinea il rapporto Intesa Sanpaolo -Prometeia, si è rivelato anche nella prima parte del 2014 la componente più importante per la crescita delle imprese italiane, con risultati positivi diffusi a molti settori: sistema moda, automotive, elettrodomestici, altri intermedi, prodotti per le costruzioni, largo consumo e meccanica hanno tutti registrato variazioni tendenziali comprese tra il 4% e il 6%, a prezzi correnti. A fronte della contestuale debolezza del commercio mondiale, è stata soprattutto la competitivitá italiana a consentire alle nostre esportazioni di aumentare a ritmi sostenuti: nei primi tre mesi dell' anno l' Italia risulta infatti il paese con la maggior crescita delle esportazioni tra i primi dieci esportatori mondiali di manufatti. Fondamentale è stato il sostegno delle vendite all'interno dell'Unione Europea, tuttora il principale bacino di sbocco delle esportazioni italiane, dove le imprese hanno potuto beneficiare del recupero di un' intonazione positiva della domanda continentale, senza dover scontare eccessivamente la forza dell' euro. Da segnalare, in particolare, le performance di alcuni produttori di beni intermedi che, a fronte del miglioramento della congiuntura, riescono a fare leva sulla rapiditá e qualità delle forniture per servire i clienti finali basati in altri paesi europei (come Francia e Spagna) dove, tra l' altro, la globalizzazione e la crisi recente hanno contribuito a ridurre ulteriormente la base produttiva locale, creando spazi di mercato anche per le imprese italiane di minori dimensioni. Nei primi cinque mesi dell' anno si è arrestata la caduta del fatturato interno: il traino dell'export, si legge ancora nel rapporto sui distretti industriali di Intesa Sanpaolo e Prometeia, ha poi contribuito a sostenere anche il fatturato interno di alcuni settori a monte delle catene produttive, ad esempio nel settore della moda e degli autoveicoli. A fronte di una domanda delle famiglie italiane ancora stagnante, la ripresa delle vendite di beni intermedi (tessile, concia, fibre chimiche, componentistica auto) appare legata soprattutto alle buone performance all' estero ottenute dai produttori nazionali di beni finali. Una simile dinamica conferma, si legge ancora nell' indagine, l' importanza dell' attivazione dei canali di fornitura nel nostro paese, in particolare nei settori a maggiore proiezione internazionale. Questo canale ha contribuito a interrompere, dopo le forti contrazioni del biennio 2012-2013 (-13% complessivamente, a prezzi correnti), la caduta del fatturato realizzato sul mercato interno: +0,3% in termini tendenziali, a prezzi correnti nei primi cinque mesi del 2014. Il contributo certamente più rilevante è venuto dall' automotive, uno dei comparti più colpiti durante la lunga crisi. Segnali positivi emergono anche da meccanica, grazie anche all' entrata in vigore degli incentivi della Nuova Sabatini, farmaceutica, elettrodomestici, moda, metallurgia ed elettronica. Ancora in difficoltà, invece, le imprese di elettrotecnica, intermedi chimici, prodotti per le costruzioni, mobili, prodotti in metallo, settori legati all'ancora cedente mondo delle costruzioni, e largo consumo e alimentare e bevande, fortemente penalizzati dalle difficoltà delle famiglie italiane. Ancora positive infine, nonostante le crescenti incertezze, legate ai timori sul rafforzamento della ripresa europea e piú in generale alla tenuta del ciclo mondiale a causa anche delle forti tensioni geo-politiche, le attese relative alla seconda parte dell' anno: restano tuttavia a rischio i conti delle imprese manifatturiere, già oggi in condizioni di criticità.